Marco Ferrara

Fotografare l’acquario

Tutti noi che amiamo il magnifico mondo dell’acquariologia, sappiamo che un acquario è un mondo continua in evoluzione, pertanto diventa importante seguirne il cambiamento, catturandone i momenti attraverso scatti fotografici e trasformando quest’immagini in ricordi.
Ma eseguire uno scatto corretto non è semplice come sembra, un’infarinatura di concetti ed alcune nozioni base sono indispensabili.Da qui, nasce l’idea di realizzare questa “mini – guida”.

obiettivo500x300

Ogni fotocamera è costituita da due parti fondamentali: un corpo, con un’apertura ad un’estremità per permettere alla luce di entrare ed una superficie di registrazione per catturare l’immagine luminosa all’altra estremità. A questi due elementi basilari, si aggiunge la parte diottrica (lenti) che va a costituire l’obiettivo fotografico. La prima apertura, di dimensioni stabilite dal diaframma, è controllata da un meccanismo (l’otturatore), mentre la parte relativa alla registrazione dell’immagine è costituita da un sensore fotosensibile, che può essere una pellicola o lastra fotografica nelle macchine fotografiche tradizionali o un sensore digitale nelle fotocamere digitali.

1 – Il DIAFRAMMA, è l’apertura che ha il compito di controllare la quantità di luce che raggiunge la pellicola (in una fotocamera convenzionale) o i sensori (in una fotocamera digitale) nel tempo in cui l’otturatore resta aperto (tempo di esposizione). Esso può essere regolato su diverse aperture, distribuite regolarmente su una scala di intervalli detti numeri f / seguita da un numero. Possiamo avere ad esempio l’apertura pari a f / 2.8 oppure f / 11 oppure f / 32. La cosa fondamentale da tenere a mente è che a valori inferiori corrisponde un’apertura maggiore del diaframma.
2 – Il TEMPO DI SCATTO, rappresenta il tempo durante il quale l’otturatore della macchina fotografica rimane aperto per permettere alla luce di entrare nella macchina fotografica. Più ampio è l’intervallo di tempo, maggiore è la quantità di luce che entra nell’obiettivo.
La combinazione tra apertura di diaframma e tempo di scatto, regola la giusta quantità di luce per ottenere una fotografia ben esposta.
3 – La luce cambia in continuazione durante l’arco della giornata e risente del fatto che il cielo sia nuvoloso oppure sia completamente sereno. Il cambiamento diventa ancora più marcato, poi, se passiamo dalla luce solare a quella artificiale, oppure se mescoliamo le due. Il BILANCIAMENTO DEL BIANCO, è una funzione della fotocamera, che consente di rendere naturali i colori delle fotografie, anche se nella luce ci sono delle dominanti di colore.
L’elemento principale di ogni fotografia, quindi è la luce. Modificando valori come il diaframma e la velocità dell’otturatore si lascia passare più o meno luce nella fotocamera e la foto assume diverse caratteristiche a seconda delle impostazioni.
Il valore “ISO” indica la sensibilità alla luce che si da’ al sensore della fotocamera digitale. Più alto è il valore dell’ISO, maggiore è la sensibilità alla luce. Utilizzando ISO 200 ad esempio il sensore ha bisogno della metà della luce che avrebbe bisogno ad ISO 100 per effettuare la medesima fotografia.I valori ISO sono quindi direttamente collegati a tutti gli altri valori base della fotocamera.Quando fotografiamo dobbiamo decidere il corretto bilanciamento di questi quattro elementi fondamentali per poter realizzare ciò che vogliamo ottenere.Un altro elemento molto importante è la PROFONDITA’ DI CAMPO.
La messa a fuoco identifica un piano parallelo alla macchina fotografica in cui il soggetto appare assolutamente nitido.La profondità di campo è la distanza davanti e dietro al soggetto messo a fuoco che appare sufficientemente nitida. Per ogni impostazione dell’obiettivo, c’è un’unica distanza a cui gli oggetti appaiono nitidi, la nitidezza diminuisce gradualmente in avanti e dietro il soggetto messo a fuoco. Il “campo nitido” è quell’intervallo di distanze davanti e dietro al soggetto in cui la sfocatura è impercettibile o comunque tollerabile.La profondità di campo è in stretto rapporto con alcuni elementi:
Il primo dei fattori che influenzano la profondità di campo è la distanza dell’oggetto dall’obiettivo. Maggiore è la distanza, più ampia sarà la profondità di campo.
Il secondo è il diaframma: maggiori aperture del diaframma corrispondono a minori profondità di campo, e viceversa.Ci sono altri elementi che influenzano la profondità di campo, ma per questo vi rimando ad un corso specifico di fotografia.
Spostiamo ora la nostra attenzione sugli obiettivi, la cui scelta è fondamentale per ottenere ciò che vogliamo. L’obiettivo è uno degli elementi fondamentali che costituiscono la macchina fotografica. Si tratta di un dispositivo ottico posto sulla parte frontale della fotocamera, all’interno del quale sono alloggiate diverse lenti ed il diaframma.L’obiettivo della fotocamere ha la funzione di proiettare un’immagine della scena da fotografare sul piano focale dove si trova la pellicola (nella fotografia analogica) o il sensore (nella fotografia digitale). Esso è composto di diverse lenti, da un minimo di 3-4 a più di una decina per le ottiche più complesse e, a seconda delle sue caratteristiche, ci porta più lontano (grandangolo) o più vicino (tele) al soggetto.
Per ANGOLO DI CAMPO, si intende l’angolo, misurato di solito in gradi, inquadrato da una fotocamera.In base all’angolo di campo, gli obiettivi possono classificarsi in tre grandi categorie (più una):
Si chiamano grandangolari gli obiettivi con angolo di campo superiore ai 60º.
Si chiamano normali o standard gli obiettivi con angolo di campo tra i 45º e i 60º.
Si chiamano teleobiettivi quelli con angolo di campo inferiore ai 45º.
Si chiamano zoom gli obiettivi a focale variabile, oggi molto diffusi.
Per ottenere una foto tecnicamente buona oltre al diaframma, è molto importante tenere in considerazione il tempo di scatto, perché questo incide sul mosso e sul micromosso.Il Mosso si ha in genere con un soggetto in rapido movimento (per es. i pesci) per il quale il tempo della fotocamera è troppo lento.Il Micromosso invece è il movimento della fotocamera procurato dal fotografo per il quale il tempo di scatto è evidentemente troppo lento.
Nelle fotocamere di ultima generazione, inoltre, il bilanciamento automatico del bianco fornisce un discreto bilanciamento ma la scelta migliore sarebbe quella di misurarlo sempre per ottenere la corretta valutazione dei colori da parte della macchina fotografica.
Il mirino è il dispositivo che permette di scegliere e comporre l’inquadratura. All’interno del mirino, oltre alla visualizzazione della scena inquadrata, sono frequentemente posti gli strumenti per valutare la messa a fuoco e l’esposizione del soggetto. Nelle fotocamere digitali, inoltre è presente un display LCD.
Comporre un’immagine significa disporre i vari elementi all’interno del mirino, scegliendo cosa tenere al centro all’inquadratura e cosa ai lati, e che importanza dare a un elemento piuttosto che a un altro. La posizione e la grandezza del soggetto, lo sfondo, e tutto ciò che appare contribuisce alla composizione. Un obiettivo zoom, permette di passare da grandangolo, a normale e a tele con facilità e scegliere l’angolo di visione che in quel momento ci pare più congeniale.

E’ da tenere presente:
• Maggiore è l’importanza che il soggetto assume nella foto, avvicinandolo nell’inquadratura, più impatto avrà l’immagine.
La regola dei terzi. Suddividere l’immagine in nove riquadri ipotetici, tracciando due linee verticali e due linee orizzontali distanziate con uno spazio pari a un terzo della larghezza o dell’altezza dell’immagine. Collocare i punti di maggiore interesse del soggetto in corrispondenza dei nodi d’intersezione di queste linee oppure sulle linee stesse. Evitare di collocare il soggetto esattamente al centro oppure ai bordi dell’immagine, a meno che si voglia creare un effetto particolare.
Fotografare figure intere. Se si desidera un’inquadratura di una sola parte di un soggetto, escludere completamente appendici ed elementi che non facciano parte dell’inquadratura desiderata.
Assicurarsi dei riferimenti orizzontali e verticali per evitare che l’inquadratura risulti “storta”.
Cambiando angolo di visione (per esempio limitandosi ad alzare o abbassare la fotocamera) si puo cambiare di molto la composizione di un inquadratura ottendendo effetti creativi interessanti.

fotografare l'acquario

E veniamo adesso all’argomento che più ci interessa:
FOTOGRAFARE UN ACQUARIO

Una delle prime cose da prendere in considerazione è la luce che proviene dall’esterno. Prima di effettuare ogni scatto perciò è necessario spegnere le luci di casa e evitare che la luce filtri attraverso le finestre.
Inoltre, sarebbe utile fornirsi di un trepiede oppure darsi la possibilità di un appoggio su un tavolino, per evitare che le foto vengano “mosse”.
Quando scattiamo, sforziamoci di tenere sempre la lente perpendicolare al vetro. Cerchiamo di posizionarci il più lontano possibile dall’acquario per minimizzare al massimo l’effetto chiamato “rifrazione” creato dall’incidenza dei raggi luminosi che passando dall’aria all’acqua deviano il loro percorso restituendoci immagini distorte. Proprio per poterci mantenere il più possibile distanti dall’acquario sarebbe consigliabile servirsi di un teleobiettivo oppure utilizzare lo zoom alla sua maggior estensione focale.
Se non riusciamo a mantenerci lontano dall’acquario, è consigliabile utilizzare il paraluce fornito con l’ottica per evitare i riflessi indesiderati delle lampade della vasca.

 

Consigli utili:
ricordarsi di togliere l’autofocus alla macchina fotografica per evitare che possa essere ingannato dal vetro dell’acquario facendo il fuoco su quest’ultimo.
mantenere un tempo di scatto elevato, da un minimo di 1/200 di secondo fino anche ad 1/500, per meglio “congelare” l’immagine evitando il mosso.
• tenere il diaframma aperto, a seconda della profondità di campo desiderata, da f/4 a f/5,6 per ottenere le parti più importanti a fuoco e il resto leggermente sfocato, se invece si intende mettere a fuoco tutta la foto e non solo il soggetto, chiudere ulteriormente il diaframma.
solitamente nell’acquario la luce penetra poco ed anche se noi vediamo l’ambiente luminoso non è detto che tale luminosità sia definibile “elevata” anche per l’esposimetro della macchina fotografica. Pertanto è consigliabile mantenere piuttosto elevata la sensibilità ISO (tra i 1000 e i 1250).
se anche dopo aver oscurato la stanza in cui si trova l’acquario si hanno problemi di riflesso dato dall’acqua e dai vetri, sarebbe opportuno montare un filtro polarizzatore sull’obiettivo.
infine, se si decide di utilizzare il flash, porre attenzione a mantenerlo penperdicolare al pelo d’acqua, per evitare riflessi sul vetro.

 

Vietato copiare anche parzialmente questo articolo e relative immagini senza l’autorizzazione di acquariofili e del proprietario

 

Guida redatta da Ferrara Marco e si ringrazia
per la collaborazione Laura Grana
©www.acquariofili.com

1015 Total Views 1 Views Today

Dettagli sull'autore

Marco Ferrara

Marco Ferrara

Da circa 32 anni coltivo la passione per l'acquariofilia e da circa 10 insieme a degli amici abbiamo deciso di mettere su un portale con tante informazioni mettendo a disposizione la nostra esperienza.

Ho allevato e riprodotto tantissime specie di fauna dai ciclidi ai poecilidi,ultimamente la mia attenzione è rivolta agli anabantidi nello specie betta splendens ,allevo anche varie specie di caridine e gli immancabili scalari.

Da circa 5 anni ho una particolare attrazione per le piante coltivando anche delle essenze rare con splendidi risultati.
Le mie ottime conquiste e risultati sono frutto di prove,letture e anche dell'aiuto di altri amici che hanno condiviso con me le proprie esperienze cosa che io da tempo ho deciso di fare con chi ne ha bisogno.......

Inserisci un commento