Gerardo Colasante

L’habitat dei laghi centroamericani: Amatitlania nigrofasciata

L’habitat dei laghi centroamericani può offrirci molti spunti nel nostro hobby, basti pensare alla grande varietà di Ciclidi che popolano queste acque, pesci dai colori stupendi e che possiamo allevare anche nella comune acqua di rubinetto, vista la predominanza di rocce calcaree presenti in questo ambiente.

Una delle maggiori ambizioni che si possono avere nel nostro hobby è la realizzazione di un acquario-biotopo, o un acquario che si avvicini molto alle caratteristiche di un determinato habitat presente in natura; credo che sia una grande soddisfazione riuscire a portare a casa nostra un angolo di natura, anche se ottenere un risultato che rispecchi fedelmente un’area sommersa ben delineata è qualcosa che difficilmente si può realizzare.
Allestire un acquario-biotopo, o una vasca tematica è sia un’esperienza molto stimolante, ma anche una cosa difficile da ottenere, vista soprattutto la grande complessità che esiste in ogni ambiente acquatico. Bisogna innanzitutto studiare attentamente i dettagli che caratterizzano quel determinato habitat, partendo dai parametri chimici dell’acqua come pH, durezza, conducibilità, temperatura, a come è composto il layout di quell’ansa di fiume che vogliamo ricreare nel nostro acquario, fino a soffermarci sulla fauna e la flora presente in quell’ambiente, tenendo presente che lo spazio a nostra disposizione è molto limitato e dunque dobbiamo valutare attentamente la compatibilità fra i pesci che andremo a scegliere.

Gli habitat acquatici dell’America Centrale sono molto vari, questo territorio è caratterizzato dalla presenza di numerosi fiumi provenienti sia dagli altopiani rocciosi, sia dalla foresta pluviale, e da grandi laghi che sono costituiti in prevalenza da rocce di origine calcarea. La maggioranza dei corsi d’acqua e torrenti presenti quest’area sono a carattere roccioso, per questo, a differenza delle acque del bacino amazzonico, essi presentano acqua chiara con una durezza elevata ed un pH alcalino. I fiumi provenienti dagli altopiani contengono acqua limpida, tuttavia man mano che si avvicinano alle aree di foresta l’acqua tende ad intorbidirsi, soprattutto a causa delle piogge più abbondanti che smuovono il substrato fangoso presente lungo gli argini e sul fondale. Nei bassi piani abbiamo sia fiumi con corrente molto forte, sia zone con acqua a flusso lento come stagni, porzioni di foresta allagata, canali, dove è presente anche maggiore vegetazione.

 

L’America Centrale possiede anche alcuni grandi laghi come il Nicaragua, l’Atitlan, il Managua; anche questi laghi sono di origine rocciosa, e presentano acqua con una elevata durezza. Il KH può variare da 15 a 25, per cui il pH dell’acqua si mantiene sopra la neutralità e varia fra 7.5 e 8.5; l’habitat di questi laghi è abbastanza spoglio, la vegetazione acquatica è poco rigogliosa, questo perchè l’acqua dura interferisce con l’assunzione di nutrienti da parte delle piante. Il fondale è costituito prevalentemente da sabbia e fango, con numerose rocce e possiamo trovare del materiale organico depositato, proveniente dalle foreste circostanti, come fogliame, rami e tronchi.

Prendendo in considerazione il Nicaragua, quest’area è composta da numerosi laghi alle appendici della catena montuosa; fra questi vi è il lago Nicaragua che è il più grande di tutto il centroamerica, e poi ci sono il lago di Managua, quello di Apoyo caratterizzato da acqua salmastra, ed il lago Xiloa che è popolato da alcune delle specie di Ciclidi di maggiore interesse acquariofilo, come ad esempio l’Amatitlania nigrofasciata, Parachromis managuensis, Parachromis dovii, Amphilophus citrinellus, Archocentrus centrarchus, ecc.

La caratteristica che accomuna i Ciclidi presenti in questi laghi è la spiccata aggressività, proprio per questo, anche se in questo ambiente è possibile trovare anche alcune specie di Poecilidi, Caracidi,  e vari tipi di catfish, la scelta migliore se vogliamo allevare una delle specie di Ciclidi centroamericani è allestire un acquario monospecie.. Infatti, soprattutto nel periodo riproduttivo, la loro territorialità si accentua e gli altri ospiti della vasca vengono considerati come intrusi e continuamente presi di mira.

Si può anche pensare di ospitare più specie di Ciclidi insieme, pesci che hanno un carattere forte e sono capaci di tenersi testa a vicenda. Questa soluzione richiede acquari di grosse dimensioni, e l’allestimento gioca un ruolo molto importante per favorire la loro convivenza.

L’acquario tematico che vogliamo allestire non può prescindere dalla taglia della specie che desideriamo allevare. Ad esempio, fra i più comuni Ciclidi centroamericani del nostro hobby ci sono gli Amatitlania nigrofasciata, per una coppia avremo bisogno di un acquario di circa 150 litri, con una lunghezza non inferiore ai 100 cm; c’è da considerare che anche se hanno una taglia abbastanza contenuta, sono Ciclidi territoriali che accentuano la loro aggressività nel periodo riproduttivo. I maschi possono raggiungere i 14 cm di taglia, mentre le femmine sono più piccole e restano intorno agli 8-10 cm.

L’acquario deve essere realizzato usando necessariamente un fondo in sabbia fine perchè questi Ciclidi hanno l’abitudine di scavare, soprattutto nel periodo riproduttivo per creare una zona adatta alla riproduzione, ed utilizzando una sabbia sottile non si corre il rischio che i pesci possano ferirsi.

L’allestimento della vasca deve essere fatto in modo semplice ma con una certa logica, il layout ha un ruolo fondamentale per avere una più facile gestione di questi Ciclidi centroamericani dal forte temperamento. Possiamo utilizzare soprattutto numerosi sassi e grandi legni, bisogna suddividere l’acquario in vari territori e quindi la disposizione dei legni deve essere fatta in modo da creare diverse barriere visive sul fondo dell’acquario. La disposizione dei legni è importante per alcuni motivi che possono rendere più facile la gestione dell’acquario: bisogna soprattutto permettere alla femmina di nascondersi se il maschio è eccessivamente aggressivo, bisogna creare aree riparate per facilitare la deposizione e permettere alla coppia di controllare meglio il territorio di riproduzione, inoltre dividendo l’acquario in più territori andiamo a smorzare anche l’aggressività dei Ciclidi in fase riproduttiva perchè non dovranno difendere un’area aperta ma solo un territorio già circoscritto, permettendo cosi anche a coinquilini di vasca come Poecilidi, Corydoras, di stare più tranquilli. Immaginate un fondo spoglio, senza barriere visive, il raggio d’azione della coppia si estenderebbe a tutta la vasca e ogni pesce che entra nel loro campo visivo potrebbe essere preso per una minaccia.

Le piante in questo tipo di allestimento sono difficili da collocare, infatti quasi certamente verrebbero sradicate dai pesci che scavano nel fondo, e poi come già riferito, il loro habitat in natura risulta piuttosto spoglio; si possono usare piante epifite che si ancorano ai sassi come le anubias, le microsorum, le bolbitis, anche se non sono piante di origine centroamericana, sono quelle più indicate per un allestimento del genere. Se cerchiamo invece piante diffuse anche nel centroamerica, quelle più robuste da inserire in un acquario del genere sono le Vallisnerie, alcune Echinodorus come cordifolius e bleheri, Juncus repens, Lobelia cardinalis, Proserpinaca palustris, Sagittaria subulata, Hydrocotyle verticillata, Ceratophyllum demersum; per inserire questo tipo di piante bisogna scegliere zone della vasca più protette per evitare che vengano facilmente sradicate.

Molto utili possono essere anche delle piante galleggianti, sia per schermare la luce sul fondo, sia perchè possono assorbire nitrati e fosfati dall’acqua, aiutandoci nella gestione dell’acquario. Sul fondo possiamo inserire delle foglie di catappa, o foglie di quercia essiccate, in modo da ottenere una sorta di lettiera; in seguito alla decomposizione di questo materiale organico si può sviluppare una certa microfauna che potrebbe essere molto utile soprattutto per l’alimentazione degli avannotti.

Il flusso d’acqua deve essere abbastanza lento, il sistema di filtraggio sovradimensionato perchè sono Ciclidi che producono un alto carico organico; i valori dell’acqua con cui allevare questo tipo di Ciclidi non rappresentano certo un problema visto che provengono da un habitat con acqua molto dura e quindi possiamo usare tranquillamente l’acqua di rete biocondizionata. Il KH dell’acqua può essere compreso fra 12 e 20, il pH 7.5-8, la temperatura può seguire la stagionalità, e quindi può variare fra i 20 ed i 28 gradi. Anzi, tenerli a bassa temperatura nel periodo invernale può essere un bene per far riposare la nostra coppia, riducendo il loro istinto riproduttivo, visto che sono in genere Ciclidi molto prolifici.

Come detto, gli Amatitlania nigrofasciata sono Ciclidi molto prolifici, che formano coppie stabili e sono molto spesso in riproduzione. Le uova vengono deposte su superfici lisce come pietre piane o sulla parte interna di un legno, e subito dopo la schiusa, le larve neonate vengono spostate in una buca scavata nella sabbia. Le cure parentali possono durare 25-30 giorni, spesso accade che ci sia una nuova deposizione quando gli avannotti in vasca sono ancora piccoli. Riuscire a dar via la prole è uno dei principali problemi che insorgono quando si decide di allevare questi Ciclidi centroamericani; un utile consiglio che posso dare a tal proposito è quello di non alimentare assiduamente i piccoli, ma lasciare che si compia  una certa selezione naturale. Soprattutto se l’allestimento della vasca comprende anche delle foglie secche sul fondo,  si formerà spontaneamente un’abbondante microfauna che è molto utile soprattutto per l’alimentazione degli avannotti nelle prime settimane di vita. Possiamo anche provare ad allevarli in colonia, lasciando che alcuni dei piccoli crescano in vasca con i genitori fino all’età adulta; in un acquario di adeguate dimensioni, i nigrofasciata si divideranno fra loro i territori e possiamo ottenere una convivenza pacifica, che va comunque tenuta d’occhio nel tempo.

Allestire un acquario simil-biotopo può regalarci grandi soddisfazioni, avremo a casa un angolo di natura e metteremo nelle migliori condizioni possibili i pesci che vogliamo allevare. Per certi versi possiamo considerare l’acquariofilia come un hobby egoista, per questo dobbiamo cercare di rispettare quanto più possibile le esigenze dei nostri pesci; ed attingendo informazioni sull’ambiente in cui essi vivono in natura, cercando di ricreare tale condizioni anche in acquario, per quanto ci è più possibile, è una sorta di rispetto nei loro confronti.

 

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Dettagli sull'autore

Gerardo Colasante

Gerardo Colasante

Sono appassionato di acquariofilia fin da bambino, crescendo ho imparato ad apprezzare soprattutto gli acquari simil-biotopo, allestiti in modo naturale e che rispecchiano il più possibile l'habitat dei pesci allevati.
Mi piacciono in particolar modo gli acquari tematici sudamericani e del sud-est asiatico. Il grande interesse verso quest'hobby mi porta ad informarmi sempre di più, giorno dopo giorno , su come allevare al meglio i miei pesci, a partire dal loro ambiente in natura, al comportamento, le abitudini, l'alimentazione, la riproduzione, grazie anche allo scambio di opinioni ed esperienze personali con chi condivide questa mia stessa passione.
Fra i pesci che preferisco ed allevo ci sono Loricaridi, Corydoras ed alcuni Ciclidi, da qualche anno inoltre mi cimento con la riproduzione dei Betta show e sono molto affascinato dagli Anabantidi non selezionati.
Attualmente possiedo più di venti acquari attivi, ma la passione verso questo hobby è talmente forte che non mi ritengo ancora soddisfatto, l'acquario più bello che ho è quello che debbo ancora allestire.......

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