Passeggiando in natura si osservano quei paesaggi contornati da alberi , piante , fiori e quel senso di serenità e di pace ti fà sentire il dolce fruscio delle acqua di un torrente che ci porta ad avvicinarci e ammirare la sua bellezza,osservando notiamo tantissime piante sulle rive che ne rivestono la parte scoperta del torrente,fiume,ruscello,lago o altro che sia.Ecco che subito (sopratutto se un acquariofilo)spunta in mente la possibilità di inserire in acquario una pianta o del verde nato ai bordi del fiume,una risposta piu’ ovvia e immediata è quella di allestire un paludario creando le giuste condizioni di umidita’,temperatura e luce per far crescere le piante prelevate in natura.

Ci tengo a chiarire la differenza tra un paludario e acquaterrario con dei termini veramente molto semplici da comprendere, infatti la differenza sta sostanzialmente nell’importanza che si da’ alle piante che siano coltivate in modo prevalente in emerso (paludario) oppure in sommerso/emerso (acquaterrario).

Riflettendo sul da farsi ho scelto di costruire un paludario che non è altro una riproduzione delle sponde di un fiume dove piante epifite terrestri e acquatiche trovano un connubio molto equilibrato,inoltre in acqua è possibile inserire anche delle varieta’ di pesci o addirittura anfibi,nel mio caso essendo una piccola vasca mettero’ solo dei gasteropodi.

Il paludario negli ultimi anni si sta molto diffondendo tra gli appassionati e la difficoltà maggiore riscontrata è quella di creare le giuste condizioni di umidità , temperature e fornire la giusta luce affinche le piante diciamo sopra il livello dell’acqua crescano e compiono il loro metabolismo nel migliore dei modi.Se vogliamo analizzare  nel dettaglio le difficolta’ possiamo dire che :

  • Per quanto riguarda l’umidita’ essendo un ambiente aperto spesso tende a perderla quindi si cerca di costruire la vasca in modo da quasi chiuderlo o attrezzandolo di nebulizzatori interni per poter mantenere le dispersioni,alcuni optano proprio per una scatola di vetro chiusa persino con coperchio.
  • Luce si studia sempre spettro e temperatura per cercare di emulare il piu’ possibile la luce del sole sia in qualita’ che in quantita’ nonche’ temperatura e far crescere le piante stimolandone il metabolismo nel modo piu’ naturale possibile,questo è dato in genere da lampade da 6500°K che sono quelle che emulano la luce del sole alle ore 12,00 piu’ fedelmente
  • Temperatura l’argomento piu’ difficile da trattare in quanto in casa difficilmente in inverno si avranno temperature fredde e gelide come in alcune zone del paese e quindi le piante potrebbero perdere la propria cognizione temporale,ecco che questo tipo di vasche devono essere tenute piu’ lontano possibili dai termosifoni o fonti di calore
  • Circolazione aria Questo è un argomento veramente interessante perche’ oltre a mantenere umidita’,luce e temperature dobbiamo fare in modo che ci sia un buon ricircolo dell’aria evitando ristagni che formando condensa tende a generare funghi o addirittura marciscenza che danneggierebbero le piante in emersione,il metodo piu’ naturale è quello di inserire magari nella parte alta delle grigliette cosi’ l’efetto sifone ,grazie all’aria calda ne favorira’ la circolazione

 

Di contro questo tipo di allestimenti che sia un paludario o un acquaterario ha una forte vaporizzazione e quindi sono soggette a contiui rabbocchi che  nella zona acquatica tende a far concentrare la parte salina saturandosi …..è per questo che bisogna tenere sotto attento controllo anche la parte acquatica come valori, trattandola come un vero e proprio acquario ma con dimensioni ridotte sopratutto in atezza.

Detto questo passiamo adesso alla costruzione del mio piccolo paludario che sicuramente con il tempo migliorero’ sempre più essendo questa la mia prima esperienza

 

COSTRUZIONE DEL PALUDARIO

avendo a disposizione dei vetri li ho siliconati tra loro cercando di evitare sbavamenti e cercando di sporcare meno possibile la parte piana dei vetri.

In natura con mia figlia Aurora abbiamo perlustrato per bene con molta attenzione scegliendo radici, muschio e la corteccia dove magari era presente un po’ di muschio naturale ,sono andata a comprare la schiuma espanso fondamentale per questa realizzazione

Innanzitutto ho collocato la pompa con il suo ricircolo e bloccato con del nastro adesivo,spruzzando la schiuma facendo attenzione che l’effetto rigonfiamento non fosse troppo accentuato.Ho posizionato subito dopo radici,corteccia e bicchieri che saranno impegati come dei vasi dopo essere stati riempiti di terriccio e camuffati con vegetazione o rivestimento.Paludario1Dopo aver tagliato e rifilato con il taglierino il lavoro ottenuto è stato il seguente:

paludario2A questo punto ho pitturato le zone bianche con della pittura acrilica per cercare di dare unatonalita’ piu’ naturale possibile sia in colore che aspetto

paludario3Ci tengo a questo punto precisare che tutto questo lavoro è stato possibile realizzarlo grazie alla mia assistente fidata ,mia figlia Aurora che mi accompagna e mi sopporta in tutte le mie idee e realizzazioni,di seguito potete vederla all’opera (ne autorizzo la pubblicazione delle foto in qualita’ di genitore).

paludario4paludario5

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a questo punto ho atteso che tutto fosse ben asciutto e iniziato a posizionare piante terriccio di fondo e quant’altro si voglia per allestire a proprio piacimento il tutto.La mia realizzazione è stata effettuata con piante poco esigenti:

 

paludario7paludario8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

paludario9paludario10

 

paludario6

Questo è il lavoro completo e completo e ringrazio principalmente la mia assistente Aurora e poi l’amministrazione di acquariofili.com tutta e sopratutto  Marco Ferrara che mi ha stimolato nel realizzare la guida e aiutato nella impaginazione della stessa.

PS:E’ vietato copiare anche parzialmente questo articolo e relative immagini senza l’autorizzazione dello staff di acquariofili o del proprietario

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La scelta di un legno/radice in acquario sappiamo tutti che è molto difficile per diversi motivi
uno fra i tanti è l’aspetto estetico, non riusciamo mai a trovare la giusta forma che ci piace…….

oltre a creare un magnifico contrasto tra il verde e il rosso delle foglie ha anche degli effetti benefici sulla fauna del’acquario, infatti i legni rilasciano tannini e acidi umici,questi ultimi hanno un’azione antimicotica e batteriostatica dando anche all’acqua un colore ambrato che contribuisce al benessere dei pesci oltre ad avere un potere rilassante su di loro.

Prima di inserirle in vasca dobbiamo avere l’accortezza di lavarle bene o sterilizzarle tramite bollitura,nel caso decidiamo di bollirle dobbiamo metterle in una pentola abbastanza capiente in modo che l’acqua ricopra completamente la radice e farle bollire per almeno 30 minuti,ma se nel caso parliamo di grandi radici la procedura da fare è ben diversa e molto più lunga visto che non entrerebbe in pentola.
Si parte prendendo una tinozza o comunque un contenitore capiente in modo da contenere tutta la radice sommersa e dei mattoni per appesantire la radice e mantenerla sul fondo per tutto il periodo della preparazione

la fase di preparazione consiste nel mettere la radice nel contenitore legato con della corda a dei mattoni e riempiendo il contenitore, vedi foto A, B, C

composizione radici Acomposizione radici Bcomposizione radici C

e una volta a settimana bisogna avere l’accortezza di cambiare l’acqua della tinozza e spazzolare energicamente la radice con una spazzola a pelo duro in modo da asportare le alghe e cortecce dalla radice il tutto per un periodo che può variare da un mese altre tre mesi

tutto dipende dal potere assorbente del nostro legno

 

Le radici più suggestive che troviamo sui scaffali dei negozi citandone alcuni sono:

  • legno Jaty
  • i Mopani
  • legno Manila
  • radice di Giava
  • radice di Mangrovia

la mia scelta è ricaduta su quest’ultima……………..

 

Con questa guida cercherò di svelare qualche piccolo trucco per comporre magnifici scenari

una volta scelto  i miei pezzi, vedi foto 1

Composizione Radici (1)

ho cercato di ricreare la forma che avevo in mente sovrapponendoli memorizzando i vari punti di contatto per poterli fissare tra loro con l’aiuto di un trapano, vedi foto 2

Composizione Radici (2)

praticando un foro nei punti di contatto, vedi foto 3

Composizione Radici (3)

e con delle fascette da elettricista si fa passare nel foro appena fatto e si serra in posizione, vedi foto 4, 5, 6

Composizione Radici (4)Composizione Radici (5)Composizione Radici (6)

andando avanti con altri fori e altre fascette la composizione prende sempre più forma,  vedi foto 7

Composizione Radici (7)

in fine dopo 30 minuti di lavoro ho ottenuto la mia composizione, vedi foto 8

Composizione Radici (8)

naturalmente le fascette vanno offuscate con muschi piante e altri arredi, ottenendo questo risultato in vasca, vedi foto 9

Composizione Radici (9)

 

PS: E’ vietato copiare anche parzialmente questo articolo e relative immagini senza l’autorizzazione dello staff di acquariofili e del proprietario

 

Guida redatta da Michele Nardinocchi (alias Yoyoyetto)

©www.acquariofili.com

Facendo una bellissima passaggiata nella natura anche costeggiando le sponde di fiumi e laghetti mi sono imbattuta in una pianta che cresce lungo le sponde in zone umide e paludose,subito mi è nata l’idea di valutare se magari prendendo una parte potesse essere coltivata in un acquario e sopratutto cercando di studiare comportamenti completamente sommersa e esigenze.

Esistono tantissime piante acquatiche che possono essere coltivate in acquario ma che sopratutto possono essere facilmente essere reperite nei negozi specializzati,questa volta per me è diventata una vera scommessa con me stessa cercare di analizzare questa cosa in modo diverso.

Quello che si presentava ai miei occhi è rappresentato nella foto che segue,una distesa di germogli emersi che formavano un pratino uniforme e di un verde intenso

Veronica beccabunga02

Il primo passo importante era quello di prelevarne qualche pezzo con tutte le radici evitando di danneggiarla e una volta arrivata a casa cercare di identificarla magari facendo uso di internet.

Veronica beccabunga08

Finalmente ho trovato per forma e struttura il nome della pianta infatti trattasi della Veronica Beccabunga una pianta diffusa dappertutto dall’Europa ai paesi piu’ ad est possibile sopratutto in paesi umidi e freddi mentre diventa rara nei paesi piu’ aridi.Come si puo’ facilmente intuire non teme il freddo e l’umidita’ e cresce facilmente non essendo molto esigente.

Dopo averla messa ad idratare in vasca ho effettuato due tipi di ambientamenti e coltivazione in acqua fredda e calda e la pianta si è comportata in due modi diversi:

Veronica beccabunga03

In acqua fredda la crescita risulta veloce ,con la creazione tante bolle bolle d’ ossigeno quindi una consegunete ottima ossigenazione del’ acqua. Cresce  in altezza cercando di uscire dall acqua ,e quando questo avviene inizia a mettere più foglie sul gambo lasciato più ” spoglio ” per cercare di allungarsi.
Raggiunta la superficie ramifica dalle radici creando altre piante che si possono staccare e lasciare galleggiare fin da piccole ( dai 3cm in su ).La lamina fogliare rimane dura come in natura.

Veronica beccabunga01

dopo un mese la pianta si presenta cosi’:

Veronica beccabunga05

Veronica beccabunga09

 

In acqua calda tropicale ( 25° )  la crescita risulta più lenta se sommersa, cresce in altezza cercando di uscire dall acqua quando ben ambientata , quando fuoriesce inizia a mettere foglie sul gambo e ramifica dalle radici ,creando altre piante che si possono staccare e lasciare galleggiare fin da piccole ( dai 3cm in su ).Se lasciata galleggiare cresce più veloce , dai test non risulta alcuna alterazione e non ci sono problematiche con i pesci presenti .

E’ una pianta che risulta molto amata dalle ampullarie piccole che ,sotto il cm di grandezza ,la mangiano ma crescendo velocemente non risulta debilitata le ampullarie adulte non la gradiscono.Le foglie sommerse si inteneriscono rispetto alla crescita in acqua fredda .Crea dei bellissimi cespugli se piantata in gruppo di steli.

Veronica beccabunga10

Veronica beccabunga06

Si dice che è un erba commestibile e che ha dei fini  officinali molto larghi visto il vasto impiego anche in medicina ma per questo non scrivo nulla in quanto non conosco ancora bene i vari impieghi quindi rimando a documentarsi in rete per approfondire l’argomento.

Ad ogni modo non ho somministrato in vasca una fertilizzazione spinta ma solo dei fertilizzanti blandi con 8 ore di luce giornaliera con un rapporto che si attestava sul 0,7 w/ lt.

Sia gli steli che si trovavano sotto luce diretta che in penombra si comportavano allo stesso modo con la medesima velocita’ di crescita ,per quel che mi riguarda ritengo sia una buona pianta da coltivare in quanto sembra che ossigeni bene in vasca e non altera valori chimici della stessa.E’ stata coltivata in Ph 7  Kh5 Gh10 in entrambe le vasche.

PS:E’ vietato copiare anche parzialmente questo articolo e relative immagini senza l’autorizzazione dello staff di acquariofili e del proprietario

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Con l’estate ormai che si avvicina ci torna il pensiero delle temperature alte in vasca
in rete troviamo tantissimi modi per raffreddare i nostri amati acquari ma non tutti sono indicati
troviamo chi mette ghiaccio direttamente in vasca e questo non va assolutamente fatto perché si provoca un repentino sbalzo di temperatura andando sicuramente incontro alla comune malattia dell’ictyo
chi usa condizionatori nell’appartamento ma ha i suoi pro e i suoi contro per il semplice fatto che per abbassare la temperatura della vasca dovrebbe stare accesa h24 e immaginate che bollette di energia che arriverebbe !
chi usa le piastre di peltier a mio avviso molto efficaci ma costose allo stesso tempo
chi usa refrigeratori appositamente creati per acquari ma inavvicinabili per il prezzo e corrente elettrica assorbita
e poi c’è il popolo delle ventole (le più usate), e qui possiamo scegliere tra svariate grandezze e modelli
la mia scelta è caduta su una ventola tangenziale da 220v con un assorbimento di 0,18A comunemente usate nei forni delle cucine (recuperata da un vecchio forno, ma nuova ha un costo di 25/30 euro)
come ci mostra la foto 1
raffreddamento acquario (1)

avendo una grossa superficie da raffreddare 150 cm x 40 cm ho ritenuto la scelta più idonea

e nella stagione 2015 ho fatto dei test abbastanza soddisfacenti

come si nota nella foto 2 ho posizionato la ventola provvisoriamente per fare il test e sono partito da una temperatura di 30,6° alla 7 del mattino

raffreddamento acquario (2)

concludendo alle 22 di sera con una temperatura scesa a 28,3° come mostra la foto 3

raffreddamento acquario (3)

soddisfatto del risultato ottenuto sono passato l’aspetto estetico che ritenevo inguardabile

e in diversi giorni di meditazione ho partorito la soluzione che vi voglio spiegare dettagliatamente

mi sono procurato un tubo da 125 mm (costo 7 euro) foto 4

raffreddamento acquario (4)

ho aperto un foro da 180 mm x 40 mm per alloggiare la ventola come mostra la foto 5

raffreddamento acquario (5)

poi ho disegnato delle linee per permettere l’aspirazione dell’aria foto 6

raffreddamento acquario (6)

praticate le feritoie con un piccolo bruciatore ho scaldato il tubo per modellare le alette create, come mostra le foto 7 e 8

raffreddamento acquario (7)raffreddamento acquario (8)

con del compensato da 1 cm ho disegnato e ricavato due tappi per le estremità del tubo che fisseremo con delle viti in modo da potere accedere all’interno al bisogno, come mostra le foto 9 e 10

raffreddamento acquario (9)raffreddamento acquario (10)

ora abbiamo bisogno di due piedi supporto per stabilizzare il nostro tubo ma allo stesso tempo che mi potesse permettere di regolare il getto della ventola

con del plexsiglas laminato ho realizzato due mezze lune con un foro centrale dove inseriremo un pomello per direzionare la mandata dell’aria, come ci mostra la foto 11

raffreddamento acquario (11)

è giunto il momento di inserire la nostra ventola tangenziale all’interno del tubo ed ho provveduto a fissare

con tre viti autoperforanti

come potete notare ho provveduto anche a fissare un tappo su una estremità foto 12

raffreddamento acquario (12)

nella foto 13 in dettaglio ho inserito una bussola per legno M6 al centro per permettere al pomello di avvitare e stringere i supportiraffreddamento acquario (13)bussola per legno

il prossimo passaggio è dedicato ai collegamenti molto semplici e il fissaggio del filo tramite piastra forata per evitare ai fili di andare sul corpo ventola, foto 14, 15 e 16

raffreddamento acquario (14)raffreddamento acquario (15)raffreddamento acquario (16)

le prossime 5 foto mostrano in diverse prospettive la nostra ventola finita e con il suo movimento ma ancora allo stato grezzo, foto 17,18,19,20 e 21

raffreddamento acquario (17)raffreddamento acquario (18)raffreddamento acquario (19)raffreddamento acquario (20)raffreddamento acquario (21)

e per finire ho passato una spugna abrasiva a grana finissima per permettere all’aggrappante per plastica e alla pittura di ancorarsi al meglio foto 22, 23 e 24

raffreddamento acquario (22)raffreddamento acquario (23)raffreddamento acquario (24)

in posizione sulla vasca si presenta così, foto 25

raffreddamento acquario (25)

 

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Guida redatta da Michele Nardinocchi (alias yoyoyetto)

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