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Nome scientifico: Eleocharis Acicularis
Famiglia: Cyperaceae
Luogo di provenienza: Europa e Africa Settentrionale, Sumatra, Australia, Nord e Sud America
Dimensioni: 5 – 20 cm, in condizioni ottimali può raggiungere anche i 30 cm
Temperatura: 17-25°C
Ph: 5-8
Luce: da moderatamente intensa a molto intensa
Posizione: primo piano
Crescita: Lenta
Difficolta’: non consigliata a neofiti
Riproduzione: Per stolonatura

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Note: è una pianta che va posta in primo piano e va coltivata in folti gruppi con i quali è possibile creare pratini più o meno alti in funzione della luce che le viene offerta,è consigliabile piantarla in un substrato sabbioso o a grana fine per evitare la rottura delle fragili radici, va piantata a piccoli ciuffi distanziati tra loro a modo scacchiera.

 

 

 

Littorella Uniflora

 

Nome scientifico: Littorella uniflora

Genere: Littorella

Famiglia: Plantaginaceae

Luogo di provenienza: Europa

Dimensioni: Altezza 3-5cm Larghezza 3-5cm

Temperatura: 20 – 25°C

Ph: 6.0 – 7.0

Luce: Media

Posizione: Anteriore

Crescita: Lentissima

Difficolta’: Facile

Riproduzione: Per stolonatura

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Note: E’ una pianta particolare difficilmente coltivata in vasca se non da veri appassionati di piante rare , è una pianta di un bel colore verde che si mantiene abbastanza bassa ed è per questo che viene consigliata per infoltire il fondo della vasca anche se non è molto piena come rosetta e la crescita è lentissima ,circa 1 foglia ogni 15 giorni.La sua particolarita’ è quella di avere una lamina fogliare tonda e molto carnosa che la contraddistingue e la rende particolare.Stolona molto rapidamente ma la crescita risulta molto bassa anche in condizioni spinte.Ama un acqua dura con una media luminosita’,in presenza di co2 la lamina fogliare diventa piu’ ispessita e robusta.

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Volevo scrivere queste due righe per rendere noto che le associazioni degli articoli ai diversi autori nonche’ alla propria bibliografia è un problema creato da me dovuto alla costruzione del sito e delle relative variazioni che sono state fatte nella struttura dello stesso.

Era una modifica che doveva essere fatta ma il lavoro lungo e articolato svolto ha fatto passare questo intervento in secondo piano, adesso volevo far presente che attualmente si sta lavorano per sistemare il tutto associando ogni articolo al relativo proprietario evitando cosi’ spiacevoli conseguenza di interpretazione.

Questa comunicazione mi sembrava doverosa
saluti

Da sempre la maggior parte di chi allestisce o crea un ambiente acquatico cerca di renderlo molto attraente e d’impatto infatti grazie ai colori nonché all’eleganza è entrato a far parte dell’arredamento dei nostri ambienti e non si realizza tenendo conto delle esigenze di flora e fauna quindi tante piccole indicazioni restano sempre e solo teoria poco applicata. Utilizzare piante di uno stesso biotopo o di stesse condizione chimico fisiche e magari far abitare l’ambiente a fauna proveniente dallo stesso biotopo diventa quasi una rarità.

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Ad ogni modo in questo articolo per quanto riguarda la flora volevo affrontare l’argomento allelopatia della quale,se ne sente timidamente accennare ma con poche certezze,è un argomento importantissimo poco trattato e con poca chiarezza visto che le testimonianze di allelopatia il più delle volte non vengono neanche notate e quindi non diffuse e discusse.

Con la parola allelopatia si racchiude una incompatibilità di alcune specie di piante ad essere coltivate nello stesso spazio per via di alcune sostanze chimiche chiamate allelochimici generati dalle piante a livello radicale o fogliare che vanno ad inibire la crescita degli altri organismi.Una vera e propria competizione tra specie.

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Questa inibizione può avvenire non solo a livello radicale ma anche in acqua,molte volte non viene evidenziato perché nelle vasche spinte con molta vegetazione si effettuano cambi ravvicinati e continui e quindi queste sostanze chimiche vengono inevitabilmente rimosse anche in parte.A livello radicale il fenomeno diventa più serio perché si assiste ad un continuo deperimento di una delle due specie con una scarsa crescita della stessa arrivando fino a marcire lasciando il posto alla sua rivale.

La produzione di sostanze allelochimiche da parte dalle piante avviene a scopo difensivo infatti con queste tossine cercano di autoimmunizzarsi da malattie e dall’attacco di specie animali e sopratutto per definire lo spazio vitale dove continuare la propria esistenza.

In vasca si può fare poco per limitare la produzione di queste sostanze ma si può fare qualcosa per limitarne la presenza,per la parte liquida basta effettuare cambi regolari a piccoli intervalli filtrando durante i cambi con carboni attivi che ne assorbono la presenza,per le radici basti lasciare dello spazio tra una pianta e l’altra oppure attenersi alle liste di allelopatie dimostrate e certe.

L’allelopatia dimostrata è indicata di seguito in un elenco mentre le alghe la sviluppano verso ogni altro componente vegetale proprio per garantirsi il sostentamento e il continuo proliferare.

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Allelopatia radicale

Cryptocoryne > Alternanthera
Cryptocoryne > Ludwigia Mini Red
Echinodorus > Vallisneria
Echinodorus > Cryptocoryne
Vallisneria > Cryptocoryne
Vallisneria > Alternanthera
Vallisneria > Bacopa
Vallisneria > Hygrophila

 

Allelopatia acquatica

Cabomba – Lemna minor
Ceratophyllum – Egeria densa
Ceratophyllum – Heteranthera
Ceratophyllum – Lemna minor
Egeria densa – Mayaca fluviatilis
Eichhornia crassipes – Ceratophyllum
Eichhornia crassipes – Lemna minor
Eleocharis acicularis – Hydrilla verticillata
Eleocharis parvula – Lemna minor
Heteranthera – Egeria densa
Hydrilla verticillata – Ceratophyllum
Juncus repens – Lemna minor
Limnophila – Egeria densa
Lilaeopsis – Cabomba
Myriophyllum – Lemna minor
Najas guadalupensis – Lemna minor
Sagittaria subulata – Potamogeton

Questo elenco è stato reperito in internet ed è stato stilato grazie alle testimonianze ed esperienze di utenti

Essendo poco trattato ho voluto affrontare questo argomento per far notare come questi processi metabolici non visibili ad occhio nudo possono essere determinanti nella vita vegetale nelle nostre vasche,in natura è molto diverso che in cattività perché in quel caso potrebbe essere utile il fenomeno allelopatia per cercare di continuare a svilupparsi e sostenere la propria convivenza limitando cosi’ l’infestazione da parte di altre specie essendo sottomessi ,invece in cattività diventa molto più difficile perché le specie vengono indotte dall’uomo e la rimozione delle tossine non avviene naturalmente ma con intervento mirato a tale scopo.

Spero che questa guida sia stata utile per approfondire molto semplicemente l’argomento inoltre esorto chiunque voglia approfondire con immagini o altre notizie o correggere delle inesattezze in merito a contattarmi personalmente e provvederò al più presto a modificare l’articolo.

 

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Guida redatta da Ferrara Marco
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Farlowella acusNome scientifico: Farlowella acus

Famiglia: Locaridi

Luogo di provenienza: Amazzonia

Valori ottimali di allevamento: Temp. 25-26°C – Ph 7 – kh5 – gh10

Dimensioni: fino a 15 cm

Allevamento e caratteristiche: Sono dei pesci che come tutti i locaridi amano starsene molto spesso immobili sopra una foglia,attaccati al vetro o a qualche legno,presentano un corpo molto allungato e non ama le acque con correnti molto alte e ambienti ben illuminati tanto è vero che staziona spesso in zone ombreggiate.Presentano un muso molto allungato chiamato rostro con una bocca a ventosa,la colorazione risulta sul marroncino con una linea nera che attraversa tutto il corpo.Evidenti come tutti i locaridi le placche ossee molto resistenti presenti sul suo dorso.

Riproduzione Il dimorfismo sessuale è evidente osservando la bocca come al quanto semplice visto che passano molto tempo della loro giornata attaccati anche al vetro,il maschio presenta una bocca carnosa con numerose setole che lasciano intravedere dei denti mentre la femmina risulta avere una bocca piu’ lineare senza setole ma sicuramente piu’ piccola. Riprodurre questa specie non è molto difficile in quanto le condizioni chimico fisiche dell’acqua non sono proibitive,oggi la maggio parte degli esemplari infatti vengono riprodotti e nopn importati.La difficoltà maggiore è alimentare i piccoli nelle prime fasi della nascita.La stagione della riproduzione ca dall’autunno alla primavera e depongono circa 60-80 uova che si schiuderanno dopo circa una dcina di giorni e sara’ il maschio a curare la ventilazione delle stesse,i piccoli si nutreranno del loro sacco vitellino per 4-5 giorni dopodicche’ inizierà il nuoto libero.

Alimentazione Il nutrimento di alghe in acquario rappresenta parte della sua dieta.