Antonino Cuntro'

Rocce vive

Con questa breve guida cercherò di spiegare l’importanza delle rocce vive in un acquario marino tropicale.
Come ben sappiamo al giorno d’oggi grazie al continuo sviluppo di tecniche di gestione e nuovi accessori sempre più performanti in campo dell’acquariofilia marina, abbiamo la possibilità di ricreare dei veri e propri angoli di barriera corallina in acquario permettendoci appunto di allevare anche coralli esigenti come potrebbero essere i coralli duri di tipo sps (coralli duri a polipo corto ).

Non entrerò nei particolari del metodo di gestione dove appunto è previsto l’uso delle rocce vive,ma vi accenno che tale metodo viene chiamato metodo berlinese.

Perché le chiamiamo rocce vive? Semplicemente perché al loro interno conservano tutta quella microfauna molto importante per lo svolgimento dei processi biologici in acquario,e la loro provenienza deve essere tropicale, generalmente indonesiana o dalle isole fiji, dove ci sono dei veri e propri allevamenti.

Ma vi chiederete che funzione hanno all’interno dei nostri acquari; Vi dico subito che le rocce sono di vitale importanza per il funzionamento del sistema , una buona roccia viva deve essere ben popolata di microrganismi, leggera e molto porosa di seguito spiegherò il motivo.

Nelle nostre vasche alla base di un buon equilibrio del sistema occupa un ruolo fondamentale il ciclo azotato che non è altro che un processo atto a smaltire tutte quelle sostanze dannose per i nostri acquari.
Molto semplicemente le fasi di questo ciclo sono :
AMMONIO – AMMONIACA – NO2 – NO3 – AZOTO SOTTO FORMA DI GAS
Ma cosa c’entrano le rocce vive in tutto questo?
Ebbene le rocce vive fungono da supporto a tutti quei batteri aerobi e anaerobi atti a poter chiudere il ciclo azotato che sta alla base della vita in vasca, quindi le rocce essendo molto porose renderano possibile nelle aree interne e quindi in zone con carenza di ossigeno, l’insediamento di batteri anaerobi, mentre nelle aree più esterne quindi con quantità di ossigeno superiori quelli aerobi, oltre a fornire una biodiversità a livello di microfauna molto importante per le nostre vasche.

Brevemente i ceppi di batteri aerobi si occuperanno del processo di nitrificazione, quindi partendo dall’ ammonio ammoniaca, nitriti e nitrati, invece i ceppi anaerobi chiuderanno il ciclo dell’azoto con il processo di denitrificazione e cioè trasformare i nitrati in azoto sotto forma di gas che verrà espulso dalla vasca.
Riferendoci appunto al metodo berlinese che si basa sull’uso delle rocce vive, quando dobbiamo allestire una vasca dobbiamo calcolare un quantitativo di rocce pari a 1kg ogni 5-6 litri di acqua del nostro acquario.
Attenzione però perché questa non è una vera e propria regola il quantitativo di rocce in base ai litri può variare ed è influenzato dal tipo di attrezzature che si hanno, mi riferisco a schiumatoi, illuminazione e movimento, il mercato ci offre molto con prodotti qualitativamente superiori rispetto ad altri, quindi in definitiva se si hanno schiumatoi sovradimensionati ottima illuminazione e ottimo movimento il rapporto kg/litri può variare a 1kg ogni 7-8 litri anche se rocce in più non fanno mai male.

In conclusione mi sento di consigliare di informarsi sul luogo di provenienza delle rocce in fase di acquisto questo perchè le rocce devono essere accompagnate da un documento chiamato CITIES che ne certifica il luogo di provenienza. Questo per evitare spiacevoli inconvenienti magari di evitare l’acquisto di rocce non tropicali.

Spero con questa semplice e ristretta guida di aver dato l’impressione di cosa siano le rocce vive e della loro importanza in un acquario marino tropicale.

 

E’ vietato copiare anche parzialmente questo articolo e relative immagini senza l’autorizzazione dello staff di acquariofili e del proprietario.

 

©www.acquariofili.com

1113 Total Views 3 Views Today

Dettagli sull'autore

Antonino Cuntro'

Antonino Cuntro'

Inserisci un commento